Abbinati per voi: il vino e i formaggi

Per partecipare ai Laboratori del Gusto dedicati al vino bisogna spostarsi di qualche chilometro da Bra, andare a Pollenzo e varcare la soglia della Banca del Vino, un luogo bellissimo che dal 2004 costruisce la memoria storica del vino italiano.

Gli otto laboratori pensati per voi parlano esattamente di questo: dei vini d’Italia alla ricerca dell’abbinamento migliore con i formaggi.

Venerdì 15 alle 13 esordisce San Leonardo: un po’ di Francia in Trentino, uno dei più grandi vini rossi italiani voluto da Carlo Guerrieri Gonzaga e portato alla luce dal compianto maestro Giacomo Tachis, dove le uve di cabernet sauvignon si assemblano magnificamente al carmenére e al merlot. Le annate 1999, 2001, 2004, 2006, 2008, 2011 si sposano con i piatti preparati da Gepis Barbero, chef del Ristorante Garden dell’Agenzia di Pollenzo. Alle 19 si prosegue con I vini in anfora, scoprendo alcuni vini e vignaioli italiani Triple A selezionati dalla Velier di Genova, una delle prime ad aver fatto conoscere i vini in anfora in Italia. Colli Euganei, Cinque Terre, dalla Toscana e Pantelleria, ma anche uno sconfinamento in Georgia, con il Presidio del vino in anfora georgiano prodotto nella regione centrale di Kartli.

I vini in anfora. Slow Food sostiene il Presidio del vino in anfora georgiano, prodotto nella regione di Kartli.

Sabato 16 alle 13 è la volta della Franciacorta e dell’azienda Ca’ del Bosco che schiera cinque sue storiche etichette – Franciacorta Vintage Collection Dosage Zéro Noir 2001, Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 2007, Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi Rosé 2007, Chardonnay 2013, Maurizio Zanella 2012 –abbinate a formaggi a latte crudo lombardi selezionati da Alvaro Ravasio di Casa Arrigoni. Alle 16 si va al confine, quello tra Friuli e Slovenia, per un viaggio meraviglioso dove i vini – accompagnati da formaggi di produttori artigianali del posto – vi guidano in un viaggio unico e irripetibile attraverso i territori con nomi diversi ma identità comuni: il Collio-Breda e il Carso-Kras. Alle 19 gli ospiti sono due prodotti simbolo del Veneto, il Monte Veronese di malga e l’Amarone: tre stagionature (2014, 2015, 2016), in abbinamento a una verticale di cinque annate di Amarone Classico prodotto con uva corvina e rondinella nel cuore della Valpolicella Classica.

Monte Veronese di malga, Presidio Slow Food, Veneto. Il Presidio ha riunito i caseifici e le malghe disponibili a produrre Monte Veronese d’allevo con latte d’alpeggio, distinguibili dalle altre grazie a un marchio (la “M” di malga) apposto a fuoco sullo scalzo della forma, accanto a quello della Dop. Ph. Marco Bruzzo e Franco Tanel

Domenica 17 alle 13 si inizia con la Nas-cëtta, un grande bianco di Langa e unico nel suo genere, riscoperto grazie a un gruppo di agguerriti vignaioli che fanno parte dell’associazione Produttori della Nas-cëtta del Comune di Novello e che difendono con orgoglio l’origine del vino. Lo accompagnano i piatti delle cucine del Ristorante Garden. Alle 16 ecco l’evento riservato ai soci Slow Food: Brunelli a confronto parla di due zone di Montalcino che descrivono un territorio unico, ma con diversi versanti di produzione che influenzano le caratteristiche del grande rosso ilcinese: Col d’Orcia e Nardi. In degustazione tre grandi millesimi dei due grand cru Poggio al Vento Col d’Orcia e Vigneto Manachiara di Nardi, per capire l’importanza del terroir. L’abbinamento è con diverse stagionature del Parmigiano Reggiano di vacca bianca modenese, Presidio Slow Food. Infine, alle 19 arrivano i re: Barolo e Castelmagno. Il Barolo 2010, riconosciuto dalla critica internazionale come l’annata più fortunata dell’inizio del nuovo millennio, in sei grand cru di Langa accompagna diverse tipologie di Castelmagno d’alpeggio (Presidio Slow Food), uno dei più grandi formaggi d’Italia spiegate e raccontate da Giorgio Amedeo, grande conoscitore di questo mitico prodotto.

Castelmagno d’alpeggio, Presidio Slow Food, Piemonte. Oggi il Castelmagno in commercio è spesso prodotto in caseifici di valle ma ci sono ancora malgari che lavorano il latte delle proprie vacche in alpeggio secondo la tecnica antica. Le malghe sono situate a quote superiori ai 1600 metri: qui, la grande varietà e fragranza delle erbe e dei fiori, arricchita dalle graminacee, in particolare poa e festuca, conferisce al Castelmagno caratteristiche organolettiche di eccellenza. Ph. Alberto Peroli

 

 

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