Le politiche europee supportano il cibo buono, pulito e giusto? A Cheese uno spazio per dar voce alle esigenze dei piccoli produttori

La Politica Agricola Comune (PAC) si sta avviando verso una nuova riforma, prevista nel 2020.

Questo strumento, che rappresenta il 37,8% del bilancio nell’Unione Europea (con circa 58 miliardi di euro all’anno per il periodo 2014-2020)[1], risulta ancora insufficiente per sostenere le esigenze dei piccoli e medi produttori, nonostante i molteplici rimaneggiamenti.

In vista della riforma, Slow Food ha lanciato un sondaggio online diretto a migliaia di produttori della propria rete e di quella di associazioni partner di 7 paesi europei. Per avere una rappresentanza geografica adeguata, il questionario è stato diffuso in Italia, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Svezia e Romania.

Il questionario punta non solo a raccogliere le opinioni di agricoltori e trasformatori che producono cibo buono, pulito e giusto sulle misure esistenti che influiscono sulla loro attività, ma anche a riportare di cosa effettivamente necessitano per migliorare le loro condizioni lavorative.

Il sondaggio di Slow Food rappresenta pertanto uno strumento per far arrivare la voce dei piccoli e medi produttori alle istituzioni europee, rendendole più consapevoli delle urgenti necessità di chi è già orientato verso un sistema alimentare più sostenibile e che, invece di essere riconosciute e supportate, sono spesso non considerate o ostacolate.

Un’analisi preliminare dei risultati sarà presentata proprio a Cheese durante la conferenza Dalla PAC alle regole di igiene, esigenze e raccomandazioni dei produttori di piccola scala all’Unione europea, alla quale parteciperanno in primo luogo i produttori che esporranno la loro visione su tali tematiche. Allo scopo di ascoltare le loro esigenze e di iniziare a creare un dialogo costruttivo, sono stati invitati a partecipare alla conferenza anche alcuni esponenti delle istituzioni europee e locali.

Avendo come obiettivo l’analisi delle criticità che ostacolano l’attività agricola, il sondaggio prende in considerazione misure politiche anche non connesse direttamente con la disciplina della PAC. Un esempio tra tutti, le regole d’igiene che, nonostante siano necessarie, risultano alquanto complicate e spesso sproporzionate rispetto all’attività dei piccoli produttori.

Per questo motivo, durante la conferenza verrà presentata anche la Guida alle buone prassi igieniche, elaborata da FACEnetwork (Farmhouse and Artisan Cheese and Dairy Producers European Network). Questa guida è il frutto di due anni di lavoro di un gruppo formato da 21 esperti (tecnici e produttori), provenienti da 15 diversi paesi. Lo strumento trova i suoi fondamenti nella normativa europea[2] e nei princìpi del Haccp, ossia il protocollo che ha lo scopo di prevenire le possibili contaminazioni degli alimenti. A rendere questa guida particolarmente utile, è la presenza di esempi di misure più flessibili, ma sempre conformi alla legislazione, per le piccole aziende e/o singoli operatori che utilizzano metodi tradizionali di trasformazione.

“Questa guida è stata pensata per i produttori artigianali e riguarda i normali controlli per la qualità e la sicurezza alimentare”, spiega Remedios Carrasco, coordinatrice del network FACE in Spagna per l’associazione Que Red. “Questi controlli possono essere visivi, tattili o organolettici. Viene sostenuto il valore dell’esperienza e del know-how, importante strumento di controllo del rischio. Grazie a questa guida, i produttori avranno la documentazione necessaria per dimostrare che tutti i rischi in questione sono sotto controllo”. Grazie al lavoro di FACEnetwork, i produttori artigianali possono quindi usufruire di un efficace strumento non solo per orientarsi nei labirinti normativi e burocratici, ma anche per difendersi da possibili contestazioni al loro operato. Lo scorso dicembre, infatti, la guida ha ottenuto il sostegno della Commissione europea e dei 28 Stati membri dell’Unione europea, diventando un documento ufficiale per la produzione casearia artigianale e per le autorità competenti in ogni Stato membro.

La guida è stata pubblicata in inglese sul sito di FACEnetwork lo scorso gennaio, ma sarà tradotta nelle 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea, in modo da renderla ampiamente accessibile a chiunque lavori nel settore in Europa. È possibile scaricare la guida cliccando qui.

di Carolina Modena
c.modena@slowfood.it

[1] http://www.europarl.europa.eu/atyourservice/it/displayFtu.html?ftuId=FTU_5.2.2.html

[2] Regolamento (CE) N°852/2004 e Regolamento (CE) N°853/2004

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