Perché a Cheese
Nient'altro che un racconto – con parole, voci, immagini e profumi – la cui trama sarà ambientata in particolare in montagna: ecco, in sintesi, Cheese 2009. L'attività che i pastori portano avanti negli alpeggi, condotta nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale è, se ci riflettiamo con attenzione, anche un'importante risorsa sociale, economica, paesaggistica e culturale per i territori che la ospitano.
L'evento braidese riconoscerà questi valori, evidenziando come il ruolo del casaro sia fondamentale nella salvaguardia degli ambienti montani e non solo. Fin dalla sua prima edizione Cheese ha voluto essere un momento di apprendimento per i visitatori – non è forse vero che s'impara di più divertendosi? – un evento ricco di informazioni, da cogliere attraverso tutti quegli attori che con "le forme del latte" convivono.
Che una piazza "chiami" gente da altre piazze, che le vie portino flussi a curiosare e assaggiare tra le bancarelle del ricco mercato, che un luogo sfumi in un altro luogo, un tempo in un altro tempo, per rivelare connessioni e legami.
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E allora, attraverso assaggi, degustazioni, partecipazione ai Laboratori del latte o a iniziative educative così come ai concerti o frequentando le Cucine di strada, nei giorni di Cheese sarà possibile una presa di coscienza sull'importanza delle attività agricole e rurali compatibili con il rispetto dell'ambiente.
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Si potrà così fronteggiare il progressivo spopolamento dei territori montani – con il conseguente abbandono delle tradizionali pratiche pastorali – che ha compromesso equilibri centenari e provocato la scomparsa (o forte riduzione) di prodotti, usi e tradizioni che, invece, Cheese vuole contribuire a far conoscere e tutelare.