La scuola a cielo aperto di Cheese 2017

Cheese debutta ed è subito… educazione! Sì perché, attraverso i suoi percorsi formativi, Slow Food ha offerto sin dalla prima giornata la possibilità a scuole e famiglie di conoscere la filiera del latte e del formaggio di qualità, guidati per il centro storico di Bra da formatori esperti.

Ph. Francesca Cirilli

Cosa si può trovare in questa scuola a cielo aperto? Prima di tutto un percorso che ragazzi e adulti possono affrontare insieme: è la Via Lattea, un itinerario a tappe per conoscere l’associazione della Chiocciola e scoprire tutti i segreti del formaggio attraverso attività ludiche. I primi alunni delle scuole elementari che l’hanno percorsa si sono divertiti a rispondere alle domande del gioco interattivo Quiz Milk. Poi, stimolati dal Circowow, i piccoli alunni hanno proseguito verso il jenga gigante: mettendo uno sopra l’altro i mattoncini del latte crudo, del caglio, dei fermenti non selezionati e della biodiversità i nostri primi ospiti hanno costruito un’alta torretta di formaggio a latte crudo.
Infine, un passaggio dall’etichetta narrante, ovvero l’etichetta del prodotto alimentare secondo Slow Food. Nel caso del latte e del formaggio, questa preziosa “contro-etichetta” è in grado di raccontare tutte le fasi della lavorazione, passando per il tema dell’alimentazione e del benessere animale.

Ph. Francesca Cirilli.

«I bambini imparano divertendosi» ci ha confermato la maestra Federica. «La cosa più interessante è far capire loro che dietro al formaggio che si trova facilmente sulle nostre tavole c’è tutto un percorso di produzione, che parte dall’animale fino ad arrivare al prodotto finale».

La Via Lattea prosegue nei prossimi giorni: per le famiglie l’attività è ad accesso libero e la fruizione è continua nell’arco della giornata (La via lattea – Attività per le scuole; La via lattea – Attività per le famiglie).

Ma il team educazione ha pensato anche ai più grandi: l’appuntamento Contadino a chi? L’incontro con il mestiere è studiato per le scuole di primo e secondo grado, affinché gli studenti incontrino i protagonisti di quei mestieri nobili ma ancora troppo spesso bistrattati: il formaggiaio, il pastore, il pizzaiolo.

Nel primo incontro Slow Food ha scelto il mestiere del gelataio: gli studenti dell’istituto alberghiero  hanno incontrato Andrea Soban, gelataio di professione e narratore di gelato della Compagnia Gelatieri, chiedendogli “come” e “perché” farlo. Andrea ha raccontato perché è importante scegliere materie prime di qualità e abbandonare i preparati e i pre-lavorati per tornare a fare un gelato buono e sano. Ma l’insegnamento più grande Andrea lo ha dato quando ha spiegato ai giovani presenti che dietro a un mestiere solo apparentemente così convenzionale, si nasconde in realtà una grande passione, fatta di etica e tradizione. Insomma, il gelato pone davanti a una scelta non solo il produttore, ma anche il consumatore perché senza un consumatore consapevole le buone pratiche non possono decollare. Ed è proprio a questo intento che Slow Food si è ispirato per organizzare i suoi percorsi educativi.  (Contadino a chi?)

di Maurizio Bongioanni
m.bongioanni@slowfood.it

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