Carissimo Artusi, e le altre novità di Slow Food Editore a Cheese 2021

18 Settembre 2021

A Cheese, non perdetevi il gusto della lettura con le nuove pubblicazioni di Slow Food Editore.

E iniziate con l’andare a visitare la casa editrice nella sua casa, in via Audisio 5.

In questi giorni, a Cheese 2021, abbiamo presentato tante nuove pubblicazioni di Slow Food Editore, che vi consigliamo di non perdere!

Il profitto e la cura

Di Cinzia Scaffidi, Il profitto e la cura è uscito nella collana asSaggi.

Nel corso dei secoli il mondo della produzione alimentare ha fatto di tutto per adeguarsi ai modelli industriali, cercando di soddisfare le esigenze del mercato e trascurando quella della natura. Nella scelta tra profitto e sostenibilità ha sempre vinto il profitto.

Oggi che questo sistema mostra la sua pericolosità e le sue debolezze, ci avviamo alla cosiddetta “transizione ecologica”. Avremmo potuto farlo prima? Certo, se avessimo dato ascolto alle voci “dissonanti” che da tanti ambiti chiedevano, anche in tempi non sospetti, rispetto per le risorse naturali e per il benessere di tutti.

Tanti sono gli autori che oggi potrebbero dire «io lo avevo detto!»: è il momento di rendere loro omaggio e di rileggere i loro scritti con nuova attenzione. Dalla Bibbia a Marx, da D.H. Lawrence a Rachel Carson, tante voci del passato e del presente in un libro che prova a riannodare i fili di una consapevolezza che oggi può aiutare molto.

L’Atlante Gastronomico dei Presìdi

Presentazione della ricerca condotta da Slow Food sulle Dop e Igp dei salumi europei
© Paolo Properzi

Sono 349 le piccole, spesso piccolissime produzioni agroalimentari tradizionali d’Italia che traducono la filosofia Slow Food nella pratica quotidiana: i Presìdi, appunto. Non un semplice elenco di eccellenze ma un progetto politico che mette al centro la tenace comunità di chi produce, salvaguardano un territorio e un patrimonio di tecniche e saperi.

Al lettore di queste pagine si apre il piacere della scoperta di un patrimonio straordinario, una varietà di vegetali, pani, dolci, formaggi, salumi. Di ogni prodotto l’atlante racconta le caratteristiche organolettiche, la stagionalità, l’eventuali pratiche di coltivazione e di allevamento, l’uso in cucina.

Al fondo del volume, i nomi e i contatti dei produttori, per poterli incontrare di persona, scoprire le loro storie e, perché no, fare acquisti senza intermediari.

Carissimo Artusi

Di Brian Freschi e Stefano Tirasso, Carissimo Artusi è un’opera che guarda, a ben vedere, a due territori che mettono il gusto al centro. Forlimpopoli, ossia la casa dell’Artusi, dove ha sede anche Casa Artusi e si svolgono le feste artusiane, e Bra, la Casa di Slow Food.

Presentazione di Carissimo Artusi, Slow Food Editore 2021
© Paolo Properzi

Hanno dialogato con gli autori nella sede dell’Auditorium Bper, Fabio Bailo presidente del consiglio comunale di Bra; Alberto Capatti storico della gastronomia, massimo esperto italiano di cultura artusiana; Laila Tentoni presidente di Casa Artusi; Danilo Maurizio, area manager Bra-Saluzzo BPER Banca; Chiara Cauda, direttore editoriale Slow Food Editore e Antonio Scuteri caporedattore di ilgusto.it.

Dalla presentazione riprendiamo poche battute, partendo proprio da Laila Tentoni: «Carissimo Artusi è il nostro punto di riferimento. La Casa è costruita in maniera simbolica, lasciando molto spazio ai due luoghi per eccellenza della vita di Artusi, la biblioteca e la cucina. Tra i documenti ve n’è uno autografo importantissimo: l’autobiografia che ci riconsegna informazioni preziosissime su Artusi, sulla sua vita intellettualmente vivissima e al tempo stesso estremamente castigata all’atto pratico».

Perché due giovani come Brian Freschi e Stefano Tirasso hanno deciso di cimentarsi con il personaggio? Racconta Brian: «Sono felicissimo di essere a una manifestazione come il Cheese. Quando ero piccolo, passavo tutti i pomeriggi a casa dalla nonna, che aveva sempre il ricettario di Artusi su una mensola di onore. Il ricettario ha resistito su quella mensola per anni e anni. Artusi è sempre stato nella vita di mia nonna, e anche nella mia. Era il nostro vip. Ho sempre desiderato scriverne, il problema era come approcciarlo, come raccontarlo, che ottica originale trovare. Quella che abbiamo proposto io e Stefano è una biografia pensata anche per gli adulti, ma fruibile soprattutto ai ragazzi. Questo anche grazie a un linguaggio ironico, e alla veste grafica del prodotto».

Tra gli interventi, anche quello di Alberto Capatti, tra i massimi studiosi di Artusi. Capatti definisce l’Artusi un fantasma: «Dopo la sua morte, la sua presenza diventa ubiqua e straordinaria, che arriva fino ai giorni nostri. La sua presenza e assenza è importantissima. La biografia di Artusi l’ha scritta Artusi. È questo il testo da cui sono partito io, e da cui sono partiti gli autori di Carissimo Artusi. Entrambi abbiamo preso un testo artusiano e lo abbiamo riscritto nelle forme più diverse. Brian usa un linguaggio giovane, gli dà la parola, lo fa raccontare. Quella di Carissimo Artusi è una delle altre facce del fantasma, quel fantasma ubiquo e che parla, e che nel caso di Carissimo Artusi usa anche un gergo provocatorio».

Vi aspettiamo alla Casa di Slow Food Editore, in via Audisio 5!