Giulia Vicini: pizzaiola contadina, pizzaiola del cambiamento

16 Agosto 2023

Giulia Vicini è giovanissima. Ha 19 anni, e una grandissima consapevolezza che l’ha portata a vincere il premio sostenibilità al Campionato Mondiale della Pizza.

Nell’edizione del trentennale del Campionato Mondiale della Pizza, si è parlato molto di sostenibilità e di pizza sostenibile. Un tema ricorrente, che potrebbe sembrare di tendenza, una questione di marketing ma che, in questo settore, potrebbe aprire una strada “necessaria”. Il seme lo abbiamo visto germogliare con la vincitrice del Premio speciale “Pizza del cambiamento”: Giulia Vicini.

Giulia Vicini e la pizza del cambiamento

Diciannove anni, di giorno Giulia frequenta un istituto tecnico specilizzato di chimica con l’obiettivo di prendere poi la laurea in ingegneria chimica. La sera, dalle 17 in poi, raccoglie i lunghi capelli biondi in un cappellino e si dedica a impasti e condimenti nel suo locale Giuly Pizza a Castelli Calepio (Bg). Quando non studia o lavora, scappa in Trentino per fare la volontaria in un’azienda agricola biologica.

Dal quadro che abbiamo appena fatto, Giulia non è una che fa le cose delle ragazze della sua età. A sentirla parlare sembra quasi un’aliena. Ma, dalla voce e dall’emozione che ci mette nel raccontarti la sua realtà, si capisce subito che tutto questo le piace. È il suo mondo ed è un mondo dove vive bene, perché se ne prende cura.

Abbiamo conosciuto Giulia Vicini durante i giorni del Campionato Mondiale della Pizza e l’abbiamo vista salire sul podio delle tre migliori pizze classiche. Ma – cosa più importante – è stata la vincitrice assoluta della prima edizione del premio per la Pizza del cambiamento, organizzato e voluto all’interno della kermesse da Riccardo Agugiaro di Molini Agugiaro & Figna e da Massimo Puggina, direttore editoriale di Pizza e Pasta Italiana.

Giulia Vicini a Cheese 2023 – 15 e 17 settembre ore 18:00, 16 settembre ore 12:00 – Piazza della Pizza Le 5 stagioni

Puoi assaggiare la pizza di Giulia Vicini in 3 degli appuntamenti della Piazza della Pizza Le 5 stagioni in calendario.

Pizza Terra-Terra

«Era la mia prima volta al Campionato e non potevo immaginare tutto questo. Quando mi hanno detto del terzo posto e del premio sostenibilità stentavo a crederci: è stato un vero shock. In quel momento non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, provavo troppe emozioni insieme. E la soddisfazione e gioia più grande è stata quella del premio Pizza del cambiamento. Quando mi sono iscritta alla gara, il mio obiettivo era presentare la mia “pizza sostenibile” e vincere proprio questo premio. Non mi interessava altro. Quel trofeo rappresentava in pieno il lavoro fatto e ciò in cui crediamo e cerchiamo di impegnarci e migliorarci ogni giorno io e la mia socia Giulia Zanni».

Di Giulia durante i giorni di Campionato a Parma ricordo ancora il sorriso. Lo sguardo luminoso e soprattutto un grande entusiasmo nel raccontare il suo lavoro e la pizza che portava in concorso. Un entusiasmo che racchiudeva in sé la passione, la convizione della scelta giusta. E anche la sottile paura di aver sbagliato qualcosa o, meglio, di non essere compresa nella scelta del suo percorso di pizzaiola… ma anche di abitante del pianeta Terra.

Una pizza che racconta l’amore per la natura

La sua pizza dal nome simbolico “Terra-Terra” è stata studiata meticolasamente, come lei stessa ci racconta: «L’idea di Terra-Terra nasce mettendo insieme le due Giulie socie e amiche, il nostro amore per la terra, la passione che nutriamo per la natura. Ecco perché abbiamo voluto una pizza interamente biologica, che utilizzi solo prodotti bio o da Presìdi Slow Food, come il Bagoss, un formaggio prodotto da pochi casari a Bagolino, non lontano da casa mia».

«Abbiamo scelto una farina bio, macinata 15 giorni prima per avere profumo e fragranza, agretti e asparagi di stagione, mandorle tostate e miele sempre biologico; anche il latte per la fonduta l’ho preso da un allevamento bio della mia zona. E, ciliegina sulla torta, ho usato l’olio fatto da me, con le olive che io stessa ho raccolto. Anche per il piatto di presentazione abbiamo pensato di valorizzare un artigiano locale, Clay Lab, che ha realizzato un piatto ad hoc per la nostra pizza».

Alla scelta dei prodotti poi sono seguiti i giorni di prove di impasto, di assemblaggio degli ingredienti, di equilibrio dei sapori e ovviamente gli assaggi. Ogni dettaglio studiato con minuzia per arrivare all’unico obiettivo: vincere il premio Pizza del cambiamento e dimostrare che si può fare una pizza sostenibile, che una pizza così esiste e vuole e deve essere la pizza del futuro.

Figlia d’arte

Giulia è figlia d’arte: suo padre da sempre fa la pizza ed è stato lui il maestro della sua “bambina”, che è letteralmente cresciuta tra sacchi di farine e palline di impasti. All’inizio era un gioco; poi, appena ha potuto, ha cominciato a stendere la pizza dietro al bancone e a sperimentare. E, come la storia ci insegna, gli allievi superano i maestri.

Così, Giulia, nonostante la giovane età, ha ben chiaro cosa vuole: utilizzare prodotti biologici e di qualità, quelli di piccoli produttori, quelli che quando li assaggi te ne innamori perché ti fanno scoppiare il sapore in bocca. Vuole una pizza sana, vera e ricca di gusto, stagionale. In poche parole, vuole una pizza sostenibile, dove questo aggettivo troppo spesso usato significa una pizza che sappia rispettare l’ambiente e la natura e che sappia raccontare a chi la mangia cosa è la bontà. E ogni giorno si impegna nel cercare cose nuove, nel fare nuovi abbinamenti e pensare nuove ricette per arricchire la sua linea di pizze speciali, che sono scritte sulla lavagna in sala, mentre al papà lascia il compito delle pizze classiche.

Pizzaiola contadina

Per la sua giovane età, Giulia Vicini è l’esempio di una generazione attenta ai valori ambientali, all’ecosistema, ad un’alimentazione sana e buona e con la sua “avventura campionato” ci sta dicendo che la strada della sostenibilità in pizzeria e nella ristorazione si può intraprendere. Ci dice: «Non è una cosa semplice: richiede impegno nel cambiare per prima cosa le proprie abitudini di vita e di consumo, in quello che noi scegliamo di comprare e di mangiare e poi riuscire ad applicarle in cucina e saperle trasmettere agli altri. Capita a volte che i miei coetanei mi prendano scherzosamente in giro: per loro sono la pizzaiola contadina. Poi, quando mangiano la mia pizza, rimangono esterrefatti dal sapore, dal gusto vero, dalla qualità che ricerco. Capiscono il significato delle mie scelte di vita. La mia pizza parla per me, è ambasciatrice della mia filosofia».

La pizza come quotidianità

C’è un legame forte tra Giulia e la pizza, un rapporto quasi simbiotico: «Per me la pizza è casa, quotidianità. È la cosa che so fare e forse l’unica che so fare veramente. È qualcosa che mi appartiene e mi dà sicurezza, difficilente potrei stare senza. In un futuro – molto futuro – mi piacerebbe fare la pizza con tutti ingredienti prodotti da me in una mia azienda agricola; per il futuro prossimo penso che questa sia la vera pizza di qualità: una pizza genuina che utilizzi solo prodotti buoni, puliti e giusti».

di Giusy Ferraina. Questo articolo è stato pubblicato su Pizza e pasta italiana, che ringraziamo per averlo concesso al nostro sito. Giusy Ferraina è autrice, con Nio Antonio Puzzi del libro Il mondo della pizza.

Cheese è organizzato da Slow Food e Città di Bra con il supporto di Regione Piemonte. L’edizione 2023 si svolge dal 15 al 18 settembre. Noi cheesiamo, siatecheese anche voi! #Cheese2023 

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