Come a tutti i Cheese la Casa della Biodiversità ti aspetta con i suoi appuntamenti nel Cortile delle scuole maschili.

Gli appuntamenti sono approfondimenti per esplorare da vicino, parlandone con pastori, casari ed esperti, il tema di Cheese 2021: “Considera gli animali”. Gli incontri completano così la serie delle conferenze due delle quali quest’anno si svolgono anche online, il 16 settembre.

Ma non solo: alla Casa della Biodiversità torniamo a vivere anche il Cinema, grazie a una serie di proiezioni che approfondiscono il tema del nostro rapporto con il mondo animale – e non solo quell’argomento – da molteplici punti di vista.

Ma veniamo al dettaglio degli appuntamenti, non prima di avervi ricordato però un dettaglio importante per la fruizione: in adeguamento alle norme vigenti, le proiezioni della Casa della Biodiversità a Cheese 2021 sono accessibili esclusivamente ai detentori del Certificato verde. Ogni appuntamento è accessibile a un massimo di 35 persone. Non c’è prenotazione. È consigliabile presentarsi in loco 15 minuti prima dell’inizio.

Le conferenze del mattino

Tutti i giorni alle 12 presso la Casa della Biodiversità approfondiamo aspetti diversi del regno animale. Dalla parte che di quel regno dista maggiormente da noi, ossia tutto il mondo dei selvatici, a uno degli habitat privilegiati per gli animali da latte, ossia i prati naturali veri e propri serbatoi di biodiversità. Dall’impegno delle casare e delle pastore che si prendono cura dei loro animali e hanno scelto un mestiere difficile ma al contempo capace di riservare grandi soddisfazioni, a una discussione ampia e approfondita sul significato dell’espressione “benessere animale”.

I selvatici sono tornati – 17 settembre, ore 12:30

Sono passate generazioni, e a volte addirittura secoli. Non li conosciamo, non sappiamo come affrontarli. I selvatici ritornano da un passato di cui abbiamo perso memoria. Cinghiali, daini, caprioli sradicano e brucano negli orti e nei frutteti; lupi attaccano greggi in montagna e girovagano nelle periferie. I selvatici esistono, la natura selvaggia esiste, e forse questo mondo è nuovo anche per lei. Servono nuove domande e nuove risposte per ripristinare un equilibrio saltato.

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Se scompaiono i prati naturali – 18 settembre, ore 11

I prati naturali non subiscono operazioni di aratura o dissodamento, necessitano di concimazioni leggere e, falciati più volte l’anno, regalano un fieno ricco di graminacee, leguminose e composite (i fiori composti da tanti fiorellini minuscoli, come le margherite, il tarassaco, il cardo, il fiordaliso…). Essi sono un serbatoio di biodiversità per le nostre campagne, perché ospitano numerose specie di vegetali, insetti, uccelli… molte delle quali a rischio di estinzione. Fino ad alcuni decenni fa erano habitat comunissimi, ma oggi sono diventati molto rari, in pianura perché i terreni sono dissodati, concimati e destinati a monocolture (come il mais), in collina e montagna per via dell’abbandono.

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Le donne del latte – 19 settembre, ore 11

In passato, in molte realtà agricole, la divisione del lavoro era netta, e assegnava all’uomo l’allevamento e la gestione delle malghe, e alla donna la lavorazione del latte e la stagionatura dei formaggi. Oggi fare la casara, essere donne del latte, è diventata invece per molte giovani una scelta consapevole e coraggiosa. Le donne del latte sono pastore, allevatrici, casare e imprenditrici che seguono ogni fase della filiera: dal pascolo degli animali alla produzione del fieno, dalla munta alla caseificazione, dalla vendita dei prodotti alla promozione dell’azienda e del territorio. Hanno deciso di intraprendere questo mestiere difficile con impegno e passione e conoscono l’importanza del loro ruolo di custodi del territorio e dei suoi saperi.

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Cos’è il benessere animale – 20 settembre, ore 10

Gestire gli allevamenti come catene di montaggio è inumano e inoltre costa caro. Un conto salato che paghiamo tutti, non solo in termini di benessere animale: malattie, pessima qualità del cibo, danni all’ambiente e crisi climatica. Ma al di là dei facili slogan sul benessere animale, delle normative incombenti con gli inevitabili corsi, formulari e check-list, cosa vuol dire allevare con rispetto? Cheese “Considera gli animali” torna sul tema del benessere che gli è peculiare da molte edizioni in una tavola rotonda in cui si confrontano allevatori, tecnici, istituzioni.

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Le conferenze del pomeriggio – Tutti i giorni alle 15 (lunedì alle 14)

Nelle conferenze del pomeriggio il tema del nostro rapporto con il regno animale è sempre centrale. Ne parliamo in un incontro dedicato alla rinascita pastorale, ad esempio, e ci torniamo su parlando non di formaggi ma di salumi, e degli animali che stanno alla base di questi prodotti. Riserviamo anche uno spazio importante a due importanti progetti: L’atlante gastronomico dei Presìdi, che a settembre esce in libreria per Slow Food Editore e che racconta di un patrimonio alimentare, culturale, agricolo di inestimabile valore; il Geoportale della cultura alimentare, promosso dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e finanziato dal PON (Programma Operativo Nazionale) Cultura e Sviluppo, di cui Slow Food è partner.

Prima dei salumi, considera gli animali – 17 settembre, ore 15

I salumi sono tra gli alimenti più presenti sulle tavole occidentali. Nutrienti, di facile consumo, buoni… sono anche tra le voci più importanti dell’export europeo, sostenuti sui mercati mondiali da un’immagine di eccellenza artigiana e tradizione, in molti casi certificate dalla’Unione europea. Ma la qualità dei salumi come si misura? Quanto sappiamo degli animali dei quali si usano le carni, quanto degli additivi aggiunti all’impasto, per farli durare mesi o anni? Nell’ambito di questa conferenza presentiamo la ricerca di Slow Food sulle Dop/Igp dei salumi europei.

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L’Atlante gastronomico dei Presìdi – 18 settembre, ore 15

L’Atlante gastronomico dei Presìdi è un viaggio nella penisola attraverso varietà vegetali, razze animali, pani, formaggi, dolci. Non è un semplice elenco di eccellenze, ma un mosaico di saperi, espressione di un progetto politico che mette al centro la comunità di chi produce, salvaguardando un territorio e un patrimonio di conoscenza, esempi virtuosi di economia locale e sostenibilità ambientale. Per ogni prodotto l’atlante racconta le caratteristiche organolettiche, la stagionalità, le pratiche di coltivazione e di allevamento, l’uso in cucina. Al fondo del volume, i nominativi e gli indirizzi dei produttori, per poterli incontrare e scoprire le storie e i sapori che i tanti territori italiani ci offrono.

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Rinascita pastorale e ritorno alla montagna – 19 settembre, ore 15

Il pascolo estensivo, tipico dell’allevamento pastorale, dona alimenti più salubri, perché gli animali si nutrono di erbe e fieni, consumando risorse che non potrebbero nutrire l’uomo. Il pascolo leggero degli ovicaprini non compatta il terreno ma lo ossigena e il loro concime migliora la fertilità. La rinascita pastorale è un progetto per il futuro della montagna. In un mondo travolto dalla crisi climatica, le pecore e le capre potrebbero essere un’opportunità per far rivivere la montagna e le aree marginali. Partiamo dalla borgata alpina di Paraloup, recuperata dalla Fondazione Nuto Revelli, e trasformata in un modello di sviluppo sostenibile per la montagna, e raccontiamo altre storie di rinascita pastorale.

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Il patrimonio caseario della Basilicata sul geoportale della cultura alimentare – 20 settembre, ore 14

La cultura alimentare è un bene fondamentale da salvaguardare e promuovere, nel rispetto dell’ecosistema e della memoria delle comunità. In questo senso si muove il Geoportale della cultura alimentare, progetto promosso dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e finanziato dal PON (Programma Operativo Nazionale) Cultura e Sviluppo, di cui Slow Food è partner. Un percorso di ricerca e promozione del patrimonio immateriale legato al cibo che si sta sviluppando a partire dalla Basilicata.

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Gli aperitivi al cinema della Casa della Biodiversità, tutti i giorni alle 18 (lunedì alle 16:30)

Promosse nell’ambito del progetto Cine quattro proiezioni ci aiutano ad ampliare ulteriormente lo sguardo e ci fanno conoscere le esperienze di tanti piccoli grandi eroi che stanno lavorando per un pianeta migliore.

La fattoria dei nostri sogni – 17 settembre, ore 18

L’incredibile storia, vera, di John e Molly Chester, coppia in fuga dalla città per realizzare il sogno di una vita, quello di costruire dal nulla un’enorme fattoria seguendo i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale. Tra mille difficoltà, momenti esaltanti e cocenti delusioni, i due protagonisti impareranno a comprendere i ritmi più profondi della natura, fino a riuscire nella loro formidabile impresa. Oggi Apricot Lane, questo il nome della fattoria, si estende per oltre 200 acri e raccoglie circa 850 animali e 75 varietà di coltivazioni biodinamiche.

Scopri di più sul film e la degustazione!

Cru, la resistenza dei fermiers – 18 settembre, ore 18

Thibaut Fagonde e Jérôme Loisy documentano le pratiche tradizionali dei casari che esaltano le qualità del latte crudo come rappresentazione della biodiversità del loro territori. Paesaggi incontaminati, saperi e pratiche costruite nel tempo. La resistenza dei fermiers ci porta in un viaggio attraverso i campi e gli animali, fino a toccare aspetti come la microbiologia dei formaggi, documentando il lavoro e le difficoltà di questo mestiere, ma anche il piacere del cibo e della convivialità. Raccontando la piccola comunità di resistenti caseari francesi il film esprime una critica potente al consumismo e al sistema alimentare industriale moderno. E parla, anche, dell’immenso patrimonio caseario della Francia.

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Domani – 19 settembre, ore 18

Di fronte a un futuro che la scienza e i media dipingono in modo sempre più preoccupante, se non catastrofico, sono tanti negli ultimi anni gli esempi che offrono soluzioni concrete ai problemi che affliggono il nostro mondo in tema di agricoltura, energia, economia, educazione o politica. È il caso della permacultura, praticata da Charles e Perrine Hervé-Gruyer, e dell’agroecologia, che ci viene raccontata dalla giornalista Marie-Monique Robin, o della lotta contro le caste attuata in India da Elango Rangaswamy: modelli virtuosi in grado di alimentare speranze e ottimismo per il nostro domani. Vincitore del Premio César per il miglior documentario nel 2016.

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To raise and rise – 20 settembre, ore 16:00

L’industrializzazione e la redditività hanno trasformato la maggior parte della zootecnia francese in stalle sovraffollate e pratiche crudeli. Fortunatamente Laure, Nicolas, Annabelle e altri colleghi allevatori hanno scelto un’altra via, offrendo una vita più rispettosa al bestiame durante tutta la loro esistenza. Tutti gli sforzi sono ricompensati dalla straordinaria relazione che questi allevatori stringono con i loro animali, un legame necessario e profondo. Il documentario è una toccante testimonianza sull’impegno con cui è possibile attuare il cambiamento a favore di un modello di produzione sostenibile.

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