Latti, caci, monti e transumanze d’Abruzzo

06 Settembre 2023

Avete mai sentito parlare di lo “sdijuno”? In Abruzzo questo termine, come l’inglese breakfast, sta per spezza-digiuno e indica la pausa sostanziosa e corroborante che pastori e contadini abruzzesi usavano fare nelle lunghe mattinate di lavoro.

Nello spazio dell’Abruzzo a Cheese, lo sdijuno lo si fa con il pane di grani antichi locali e i prodotti caseari ottenuti da vacche allevate con metodi tradizionali allo stato semi-brado sugli altipiani abruzzesi… È, questo, uno spazio in cui degustare e riflettere, tra laboratori e conferenze, spesso proposti in una formula mista.

Un luogo in cui discutere delle prospettive per le aree rurali e montane, in cui imparare a conoscere la semplice bontà delle preparazioni contadine, dei pani e dei prodotti dell’agricoltura regionale. Il posto in cui intraprendere un lungo viaggio tra strade, montagne e tratturi che non può non prevedere un ampio spazio per i Presìdi Slow Food. Ecco tutto l’Abruzzo di Cheese.

Il programma dell’Abruzzo del 15 settembre

Alle 12:00 iniziamo con una conferenza che dà un po’ il senso del programma abruzzese a Cheese 2023. Parliamo di aree rurali, presentandole come la vera grande ricchezza dell’Abruzzo. In questo incontro le istituzioni regionali presentano una valutazione dei progetti già avviati e illustrano le prospettive di sviluppo locali future. Si analizzano temi attuali, come l’ingresso e la permanenza di giovani, l’estensione delle superfici gestite con metodi di produzione e di allevamento ecocompatibili, l’innovazione e la digitalizzazione delle aziende agricole. E si parla dell’integrazione con altri settori economici e produttivi.

Tra le molte occasioni di degustazione, vi suggeriamo, alle 15:00, l’appuntamento sul cacio morra. Nella terra della transumanza, c’è anche un’altra pastorizia, non transumante, prassi antica di riunire le poche capre e pecore possedute da ciascuna famiglia in “morre”, ossia piccole  greggi condotte in maniera “sociale” nelle vallate della Maiella e non sui ricchi pascoli di quota, destinati ai grossi proprietari armentizi. Il risultato di questa pratica era un formaggio misto, ovicaprino, destinato al consumo quotidiano dei piccoli allevatori. In abbinamento, vino Cerasuolo d’Abruzzo e pane di grano tenero Solina, Presidio Slow Food.

Il programma del 16 settembre

I mieli dell’Appennino aquilano.

Come riflessione, alle 11:00 si parla di Pecunia valet: come ridare valore alla lana. Il termine pecus, che in latino vuol dire “denaro”, nei secoli è stato sempre più associato e poi fuso con quello di “pecora”. C’è stato infatti un tempo in cui la produzione e la lavorazione della lana era la principale risorsa per gli allevatori abruzzesi. Una fonte di grande ricchezza, stabilità economica e sociale. Oggi la lana ha perso buona parte del suo valore ed è persino un costo insostenibile il suo smaltimento come rifiuto. Tuttavia, c’è chi crede ancora nel suo potenziale e nel ritorno alle fibre naturali, ecologiche e compatibili. Come LaMantera, un progetto nato nell’Appennino abruzzese per ridare valore alle lane italiane, a partire dall’allevamento.

Alle 15:30 invece si discute di Comunità a misura d’orso, di prevenzione e mitigazione danni nell’Appennino centrale. In Europa, le popolazioni di orso bruno sono considerate in pericolo critico. Tra queste anche l’orso bruno marsicano, che rischia l’estinzione ed è presente solo nel settore centrale della catena appenninica. Il progetto LIFE Bear-Smart Corridors si pone come obiettivo il miglioramento delle condizioni degli orsi nei corridoi ecologici che collegheranno i Parchi Nazionali della regione.

Tra le degustazioni vi segnaliamo invece La metamorfosi dei fiori: formaggio e miele dei prati montani. L’Abruzzo è la regione con il più grande patrimonio floristico d’Europa. Non solo per questo ha una particolare concentrazione di Parchi Nazionali e aree protette regionali. È proprio la straordinaria biodiversità di fiori ed essenze foraggere a garantire l’eccellente qualità delle materie prime. I fiori e le tante essenze vegetali si rivelano in prodotti diversi: pecorini profumati e mieli d’alta quota dai sentori particolari, tutelati da un Presidio Slow Food. In abbinamento vino Montonico, Presidio Slow Food e pane di grani antichi abruzzesi.

Il programma del 17 settembre

I pascoli del pecorino di Farindola.

Alle 11:00 un incontro extraregionale, per esplorare il tema dei formaggi delle donne nell’incontro Essere casare tra tradizione e innovazione. Tre donne, oltre 700 chilometri di distanza, un unico comune denominatore: il latte. La prima è Annarita Marzoli, produttrice di pecorino di Farindola che, oltre a essere l’unico formaggio al mondo prodotto con il caglio suino, presenta un’altra particolarità: la sua lavorazione è prerogativa unica delle donne, che ne tramandano i segreti da una generazione all’altra e per questo motivo è storicamente chiamato il “formaggio delle donne”. La seconda è Viola Marcelli, giovane casara che dopo una laurea in design lontana dall’Abruzzo, è tornata nel suo Bioagriturismo La Porta dei Parchi per innovare la tradizione di famiglia. La terza è Greta Facciotti, che a diciott’anni insieme alla sorella ha avviato da zero un allevamento per riscrivere la storia centenaria del Macagn, Presidio Slow Food piemontese. Ne ascoltiamo le testimonianze.

Tra le degustazioni vi proponiamo alle 13:00 il canestrato di Castel del Monte. Parlarne ci dà anche modo di ricordare Giulio Petronio e di discutere dell’eredità che ha lasciato al mondo della pastorizia. Questa pratica ha rappresentato nei secoli uno dei pochi, e non unici, elementi di ricchezza dell’Abruzzo, ed è stata un fondamentale presidio ed elemento di tutela delle aree interne. Negli anni dell’ode alla modernità, alcuni personaggi sono stati pionieri del rilancio culturale prima ed economico poi di quest’attività, contribuendo a restituirle la giusta dignità e valore. Uno di loro era Giulio, pastore e casaro illuminato, anima del canestrato di Castel del Monte e di tante altre iniziative di Slow Food.

Il programma del 18 settembre

Un unico incontro nell’ultimo giorno di Cheese, ma per chi ha seguito lo spazio dell’Abruzzo non è certo poca cosa! Abbiamo iniziato con lo “sdijuno” e con lo sdijuno terminiamo il nostro viaggio tra i monti, i pascoli e le vie della transumanza abruzzesi. Abbiniamo i prodotti caseari a pasta filata ottenuti da vacche allevate con metodi tradizionali allo stato semi-brado al vino Cerasuolo d’Abruzzo e al pane di grano tenero Solina, Presidio Slow Food.

di redazione, [email protected]

Cheese è organizzato da Slow Food e Città di Bra con il supporto di Regione Piemonte. L’edizione 2023 si svolge dal 15 al 18 settembre. Noi cheesiamo, siatecheese anche voi! #Cheese2023

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