La voce dei giovani pastori a Cheese 2021

19 Settembre 2021

Orgogliosi e motivati, portano a Bra i propri formaggi e raccontano le loro storie

Qui le più belle immagini di Cheese.

  Qui la cartella stampa completa e l’archivio comunicati.

Li troviamo nella Via dei Presìdi Slow Food e nel Mercato italiano e internazionale, orgogliosi di presentare i propri formaggi al pubblico. Entusiasti e motivati, arrivano da ogni angolo d’Italia: sono i pastori presenti a Cheese, la manifestazione dedicata alle forme del latte organizzata a Bra fino al  20 settembre. 

 

Tra i più giovani ci sono Andrea, 16 anni, dell’azienda agricola Invidiata Grazia di Collesano, nel palermitano, che produce la provola delle Madonie Presidio Slow Food, e la 22enne Giovanna dell’azienda agricola Canu, di Ittiri in provincia di Sassari, da dove arriva la fresa Presidio Slow Food. 

 

«Vengo a Cheese da quando sono nato – racconta Andrea -. In azienda do una mano dove c’è bisogno, che sia con gli animali o con l’etichettatura dei nostri prodotti. Cosa ho appreso durante questi anni? Che è meglio un formaggio che rispetti l’ambiente dei tanti che sono privi di un’identità».

 

Discorso diverso per la fresa di Ittiri, un pecorino fresco di cui l’azienda Canu è l’unico produttore del Presidio: «Da quando è arrivato questo riconoscimento, circa un anno fa, il nostro formaggio non è più conosciuto solo in paese – racconta Giovanna. – Essere a Bra e partecipare a Cheese è per noi una grande occasione». Crescere, migliorare, farsi conoscere da un pubblico più vasto: la giovane ha le idee chiare su cosa fare in futuro. «Puntiamo sempre sulla tradizione, ma ciò non significa che non si possa innovare, ad esempio sulla comunicazione».

 

Angelantonio Tafuno ha 28 anni e arriva dalla Puglia. È a Cheese per rappresentare l’azienda di famiglia Stella DiCecca ad Altamura, del Presidio del Pallone di Gravina. Casaro di quarta generazione, Angelantonio si dedica all’arte casearia solo da pochi anni per raccontare attraverso i suoi formaggi il proprio territorio. «Grazie a Slow Food ho deciso di spostare il focus su un formaggio non solo buono, ma anche pulito e giusto, perché un prodotto può definirsi buono solo se è tale lungo tutta la filiera: dal contadino che ha curato il foraggio all’allevatore attento ai ritmi degli animali, fino al latte trasformato senza fermenti selezionati» racconta il giovane pugliese.

 

Ma a Cheese troviamo anche produttori che, dopo aver concluso il percorso di studi all’Università di Scienze Gastronomiche, hanno intrapreso differenti strade lungo la via dei formaggi. 

 

È il caso di David Sebastian Boada Mendoza, studente originario dell’Ecuador che a Salò, nel bresciano, ha aperto l’Officina del latte crudo, un servizio di consulenza casearia per indirizzare caseifici e pastori verso una produzione a latte crudo senza fermenti aggiunti: una visione olistica diametralmente opposta a quella che vuole i formaggi tutti uguali. «I microrganismi sono invisibili ma ci accompagnano in ogni passo della produzione di formaggio – spiega -. Parliamo di una flora batterica indigena del latte che conferisce tipicità. Quando si usano i batteri indigeni, ogni formaggio è qualcosa di vivente».

 

Un vero e proprio progetto di vita è quello di Michela Bunino e Nicola Del Vecchio, ex studenti Unisg che insieme, dieci anni fa, hanno avviato a Campolieto, in provincia di Campobasso, l’azienda multifunzionale Alba: «La nostra azienda si basa sui principi del design sistemico, è quindi autosufficiente sia dal punto di vista energetico che produttivo. Un esempio? Ricaviamo energia dal nostro bosco di 40 ettari, ma usiamo anche il siero del latte per l’alimentazione delle galline. In questo modo un rifiuto speciale diventa una forma di energia» spiega Michela. Produttori di formaggi di capra e di pecora, i due ex studenti Unisg spiegano qual è la loro visione rispetto al tema di Cheese: «Chiudere un animale in stalla e alimentarlo con insilati vuol dire togliere tutto al formaggio: la vita agli animali, la biodiversità, ma anche la possibilità per il consumatore di vivere ogni volta un’esperienza diversa. Bisogna tornare a una produzione casearia attenta e consapevole, perché il formaggio buono è fatto di latte, di storie di persone, di territori: sono questi i caci che troviamo a Cheese». 

 

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si svolge a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla Città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte. Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra. Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento – che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza – sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio. Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua; la Fondazione CRT e la Fondazione CRC per il loro contributo.

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