Cheese 2023 è fortemente interconnesso al progetto di Slow Food Italia Salviamo i prati stabili e i pascoli.

Un progetto che mira a ripristinare la biodiversità dei foraggi, riportare gli animali al pascolo, ricreare gli habitat degli impollinatori. Salvando i prati stabili e i pascoli vi sono indubbi vantaggi per l’ambiente, ma anche per la qualità e la salubrità dei prodotti.

Salviamo i prati stabili e i pascoli perché…

  • sono oasi di biodiversità: di erbe, arbusti, insetti, uccelli e altri piccoli animali selvatici
  • sono importanti per la salute: il latte di animali nutriti con erba e fieni di prati stabili è ricco di vitamine e altri antiossidanti, soprattutto di omega-3
  • fanno bene agli animali: brucare le erbe preferite, sdraiarsi a ruminare, migliora il loro benessere
  • sono serbatoi di carbonio: non lo rilasciano facilmente, neppure se scoppia un incendio, perché lo trattengono nelle radici
  • sono un patrimonio culturale: prati e pascoli sono legati alla cultura pastorale e al suo patrimonio di saperi
  • mantengono l’equilibrio del territorio: dove c’è un prato ben gestito, è più difficile che divampi un incendio o che si formino slavine
  • sono un’opportunità economica: dai prati stabili si ottengono prodotti di eccellenza
  • non ultimo, sono colmi di bellezza: sono importanti per conservare i paesaggi, una parte importante della cultura e dell’identità delle comunità locali

Non tutti i prati sono uguali…

I prati stabili sono molto più ricchi di biodiversità rispetto ai prati oligofiti, dove si possono trovare 2 o 3 erbe consociate tra loro, e rispetto ai prati monofiti, seminati con una sola essenza. Per gli animali rappresentano il nutrimento migliore. Di conseguenza sono all’origine del latte e dei formaggi più buoni e più salubri.

Salvare i prati stabili e i pascoli è estremamente importante perché, da oltre 60 anni, questi si stanno riducendo a ritmi preoccupanti, in Italia, in Europa e anche nel resto del mondo. Questo vale sia per i prati di alta quota sia per i prati di collina e di pianura: da un lato le montagne si sono spopolate, dall’altro monocolture e cemento hanno invaso le pianure. Dal 1969 a oggi sono stati cancellati all’incirca 110.000 chilometri quadrati di prati stabili.

Prati, uomo, animali

Molti dei prati che vediamo intorno a noi sono seminati, spesso con una sola essenza. I prati stabili invece sono naturali e ricchi di decine di erbe diverse, addirittura 100 in alta montagna. Sono prati naturali, non seminati, fondamentali per conservare la biodiversità vegetale e animale: richiamano infatti, moltissimi insetti, fondamentali per l’impollinazione, che a loro volta attirano altri animali, come ad esempio gli uccelli e tutti gli altri predatori.

L’essere umano è importante per garantirne la sopravvivenza. I prati stabili hanno bisogno del lavoro dell’uomo: devono essere curati, sfalciati, pascolati. I loro migliori custodi sono comunque gli animali a quattro zampe: bovini, pecore e capre, oltre naturalmente agli insetti: api, farfalle, vespe, coccinelle… Dove c’è un prato ben gestito, è più difficile che divampi un incendio o che la neve scivoli e provochi slavine. Ma soprattutto, il latte e i formaggi degli animali nutriti con erba e fieni di prati stabili sono ricchi di aromi, molecole antiossidanti e hanno un eccezionale rapporto fra acidi omega-3 e omega-6.

Cheese è organizzato da Slow Food e Comune di Bra. L’edizione 2023 si svolge dal 15 al 18 settembre. Noi cheesiamo, siatecheese anche voi! #Cheese2023

Skip to content