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Grani, macinazione, lievitazione, profumi e sapori: il pane è cambiato

Pane: cibo simbolo della civiltà occidentale, come il riso di quella orientale; sinonimo di alimento, anzi di vita, in tanti proverbi, modi di dire e anche nelle preghiere. Eppure, il pane è cambiato. È molto diverso oggi da quel che era anticamente: un disco più o meno spesso e grande, non necessariamente fatto di farina di frumento, ma di tanti altri cereali come miglio, segale, orzo. In origine non era neppure lievitato, ma solo un impasto di cereali grossolanamente macinati, cotto su una pietra. Da elemento base della dieta il pane è diventato un complemento, ha preso forme e caratteristiche diverse anche a seconda delle regioni o dei Paesi. Soprattutto, il processo di fabbricazione industriale lo ha trasformato notevolmente, causando un abbassamento della qualità nutrizionale e organolettica.

A Cheese 2019 si immagina il futuro del cibo

Cheese è la manifestazione di Slow Food più naturalmente legata ai prodotti: nella quattro giorni di Bra i formaggi protagonisti si conoscono e apprezzano con tatto, gusto e olfatto mentre intorno a loro esperti e produttori sviluppano alcuni dei grandi temi che agitano il mondo della produzione alimentare al giorno d’oggi. A partire dall’ultima edizione, Slow Food ha preso possesso di un nuovo territorio culturale, compiendo un ulteriore passo in avanti, che è quello verso il naturale.