Tag: Presìdi Slow Food

Un nuovo modo di guardare ai territori: sostenibilità e comunità

Cheese è naturale, è formaggi, è latte crudo. Un formaggio però significa anche territorio, tradizione, sapienza e comunità. Ecco allora che diventa spontaneo chiedersi come valorizzare e promuovere prodotti in via di estinzione o aree marginali? Tra le risposte il turismo o la ricollocazione di alcuni progetti, come i Presìdi Slow Food, all’interno di una rete di luoghi abitati, vivi.

Hai mai sentito parlare di formaggio nel sacco?

Hai mai sentito parlare di formaggio nel sacco? La risposta più comune è probabilmente no. Eppure questa tradizione casearia – formaggi stagionati nella pelle di pecora o capra – rappresenta forse la categoria di formaggi più antica al mondo e, ancora oggi, nonostante le minacce continue, sono prodotti in una vasta area geografica che va dai Balcani all’Anatolia centrale fino al Caucaso e all’Asia centrale.

La rinascita è possibile

La rinascita è possibile. Slow Food e Parmigiano Reggiano avviano un percorso di crescita nelle aree dell'Italia centrale colpite dal sisma. Ai tempi del terremoto del 2012, i produttori di Parmigiano Reggiano colpiti dal sisma furono aiutati a risollevarsi grazie alla solidarietà degli italiani. Oggi, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ricambia quel gesto, avviando la costituizione di nuovi Presìdi Slow Food nelle aree dell'Italia centrale colpite dal terremoto del 2016.

Naturale, donne ed economie: i nuovi Presìdi Slow Food si raccontano

Un giro d’Italia, da Nord a Sud, attraverso prodotti tradizionali e territori straordinari raccontati dalla voce di produttori resistenti. È stato questo il senso del viaggio durante la conferenza di Cheese L’Italia dei Presìdi: la rivoluzione casearia compie vent’anni durante la quale, ieri sera, sono stati presentati i nuovi Presìdi italiani lattiero-caseari. 

Premio Resistenza Casearia 2019

Il Premio Resistenza Casearia è un riconoscimento che, a partire dal 2009, Slow Food assegna a ogni edizione di Cheese a quei pastori, casari, studiosi e appassionati che rifiutano le scorciatoie “industriali” ma che testardamente continuano a produrre formaggi e alimenti rispettando naturalità, tradizione e gusto. Quest’anno Slow Food ha scelto di premiare sei personaggi, riassumendo così le tante straordinarie esperienze racchiuse nei quattro giorni di Cheese.

Latte nostro

Cheese sta arrivando, mancano poche ore ormai. E da domani potrete vedere, annusare, assaggiare formaggi magnifici, ma anche ascoltarne le storie vicine e lontane. Una – anzi molte – è quella dei casari delle latterie turnarie, un sistema che ancora resiste, in numeri ridottissimi, in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino, e Slovenia.

Giandomenico Negro, allevatore di formaggi

Cosa ha in comune la storia di un enologo, che da Bolzano a Catania lavora come consulente nelle più disparate cantine d’Italia, con quella di un appassionato di formaggi che da più di vent’anni fa l’affinatore? Apparentemente nulla, e invece di mezzo c’è la vita di Giandomenico Negro, un uomo straordinario che da metà degli anni ’90 oltre al mondo delle vigne decide di occuparsi di pascoli e di tutto quello che è connesso al mondo artigianale lattiero-caseario.

I nuovi Presìdi Slow Food a Cheese 2019

Cheese non sarebbe la manifestazione internazionale più importante dedicata ai formaggi a latte crudo se non ci fossero i Presìdi Slow Food, il progetto con cui l’associazione tutela tecniche tradizionali, razze autoctone, prodotti artigianali e paesaggi rurali. Su un centinaio di prodotti caseari in tutto il mondo, i Presìdi dei formaggi presenti a Cheese 2019 con un proprio stand sono 49 italiani e 10 stranieri e li trovate nella Via dei Presìdi, tra via Principi di Piemonte e via Marconi a Bra.

Slow Food con i pastori sardi

Cheese in molti la chiamano, semplicemente, la “festa del formaggio”, e per molti versi è anche vero. Ma è anche vero che Cheese è l’occasione per accendere un faro sulle tante battaglie che i pastori e i casari stanno portando avanti in tutto il mondo. Molte si svolgono lontano da casa nostra, in Australia ad esempio, per riconoscere il valore delle produzioni a latte crudo, oppure nei Balcani, per portare fuori dall’illegalità formaggi storici stagionati nelle pelli di pecora. Una è estremamente vicina, ed è quella che vede i produttori sardi impegnati in una battaglia fondamentale: restituire valore al loro latte.